come promesso non mi sono persa neanche questo anno la Mostra Internazionale dell'Artigianato
Non deludo, ma devo ammettere... non stupisce. E infatti, sarà che era il primo week... c'erano pochissime persone! Di domenica e con un biglietto intero 6 euro e ridotto 4 euro (basta il biglietto dell'ataf o varie altre tessere, treno, abbonamenti, sconti) mi aspettavo molto molto molto più pubblico. Questo ci ha sicuramente permesso di girare tutti gli stand senza calca, di goderci le varie sezioni, di usufruire di assaggi e degustazioni con più calma e maggiore attenzione da parte dei negozianti e degli artigiani. Ma in effetti forse andrebbe pensato qualcosa di nuovo, di più dinamico, che stupisca e trascini le persone (era anche una giornata piovosa quindi essendo la maggior parte delle esposizioni al chiuso ripeto mi aspettavo molti più ospiti!).
Artigiani gentili, presenti e attenti come sempre. Oggetti di pregio, pezzi unici, colori e fantasie sia sul piano italiano che nelle aree internazionali che ancora una volta ci hanno regalato un piccolo giro del mondo in 1 giorno invece che 365 : ) degustazione del tipico the turco un po' ridotta rispetto agli anni precedenti così come gli stand di cibo fuori dalle aree coperte .Sarà che erano i primi giorni, ma dover scegliere tra un Mugello con porzioni di tortelli alquanto piccole, Valencia, Kebab, Napoli con arancini Siciliani (?!) e basta.... avrei dato maggiori possibilità per la cena e le soste fuori per i pasti! e meno spazio a Gigi D'Alessio ; ) (su questo ovviamente scherzo, diciamo che non è tra i miei cantanti preferiti e sentirlo a ripetizione per ore mi ha un po' depressa ahah).
Insomma... mi tocca dire, senza infamia ma questo anno, senza lode! E come ripeto sempre è il mio evento preferito nell'area fiorentina. Consiglio comunque come ogni anno di andare perchè la trovo una fiera completa, economica visto l'ingresso e interessante, colorata, particolare!
Ricordo tra gli sconti il tagliandino del meraviglioso Firenze Spettacolo, che permette un ingresso ridotto.
Di seguito qualche foto scattata ieri
Tornando invece alla fine di Aprile (Maggio ed il week end li pubblicherò giovedì!) ...
Lunedì 27 Aprile
Maggio Musicale Fiorentina - Fidelio, direttore Z. Metha ore 19.30
Teatro Pergola - Favola con Filippo Timi, ore 20.45 (vedi post precedente per i dettagli dello spettacolo).
Spazio Alfieri - Il venditore di medicine, di A. Morabito, ore 21.00
Martedì 28 Aprile
Obihall - Raf in concerto, ore 21.00
Teatro Pergola - Favola con Filippo Timi, ore 20.45 (vedi post precedente per i dettagli dello spettacolo).
Teatro Affratellamento - Firenze Tango Festival (fino al 03 maggio)
Teatro Pieralli, Scandicci - Cappuccetto osso, ore 21.00
Mercoledì 29 Aprile
Teatro Pergola - Favola con Filippo Timi, ore 20.45 (vedi post precedente per i dettagli dello spettacolo).
Teatro Pieralli, Scandicci - Cappuccetto osso, ore 21.00
Spazio Alfieri - La città ideale, di L. Lo Cascio, ore 21.00
Michele Grassadonia è un ecologista sensibile e integralista. Architetto palermitano, ha lasciato la Sicilia per la Toscana, dove abita quella che lui considera la città ideale, Siena. Inviso ai colleghi, vive solo in un appartamento spartano, dove sperimenta energie alternative. Una sera di pioggia tampona un'ombra e finisce contro un'automobile parcheggiata. Qualche chilometro dopo rinviene il corpo di un uomo riverso sull'asfalto. Chiamati i soccorsi, viene interrogato dalla polizia stradale sull'accaduto. La macchina ammaccata e alcune sfortunate circostanze, convincono gli agenti della colpevolezza del Grassadonia, che da soccorritore diventa indagato. È l'inizio di un'avventura paradossale e di una ricerca angosciata della verità.
Si respira l'aria di impegno civile del cinema di Francesco Rosi e l'indignazione e la tensione morale di Leonardo Sciascia nell'opera prima di Luigi Lo Cascio, attore autore che, alla maniera del personaggio che lo ha reso celebre (il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana), sogna di cambiare il mondo e di renderlo meno ingiusto e più pulito. Per questa ragione scrive e interpreta Michele Grassadonia, un uomo che crede nel valore dell'impegno civico e nella solidarietà sociale. Sempre dimesso, sempre gentile e alla ricerca della parola bella e appropriata, il protagonista viene precipitato in un incubo giudiziario che gli aliena amici e cittadini. Emarginato e diffamato, scoprirà a sue spese che la città ideale nasconde mostri dall'aspetto normale.
Con uno stile secco e asciutto, Lo Cascio svolge un tema robusto, denunciando l'incoscienza civile, le derive giudiziarie, i contratti sociali fondati sulla connivenza, l'indifferenza e la mancanza di pudore. La città ideale, con singolare forza simbolica, mette in schermo il trauma di chi si sente e si vuole 'diverso' rispetto alla cultura diffusa e condivisa da tutti. Lo Cascio individua quel trauma, lo mette a fuoco e poi lo indaga incarnando il suo personaggio, accompagnandolo con lo sguardo dentro la macchina della giustizia e dell'umana (in)comprensione. Posseduto dal proprio demone, l'ecologista Grassadonia coltiva sogni, speranze e illusioni che si spengono, proprio come accadeva ne I cento passi, sul volto di Luigi Maria Burruano, là padre piegato alla legge del più forte, qui (il)legale al servizio della Legge. Lo Cascio è bravo a costruire un film di attori e di sceneggiatura che ha il suo punto debole nelle digressioni, l'affittuaria ideale di Catrinel Marlon e il palafreniere negligente di Roberto Herlitzka. Diversioni che fiaccano, interpretandola, una drammaturgia altrimenti solida. Gli studi sulla cattura nei disegni della fanciulla (am)mirata e la conversazione intorno alla fuga di un cavallo chiosano e svolgono una storia che proprio nella sua imperscrutabilità, nella sua incoerenza e nella sua esasperata ricerca di giustizia e congruenza trovava (non)senso, ragione e originalità.
La città ideale resta tuttavia un debutto importante e maturo che nel dilagare di tanta bruttezza prende le parti della bellezza.
Si respira l'aria di impegno civile del cinema di Francesco Rosi e l'indignazione e la tensione morale di Leonardo Sciascia nell'opera prima di Luigi Lo Cascio, attore autore che, alla maniera del personaggio che lo ha reso celebre (il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana), sogna di cambiare il mondo e di renderlo meno ingiusto e più pulito. Per questa ragione scrive e interpreta Michele Grassadonia, un uomo che crede nel valore dell'impegno civico e nella solidarietà sociale. Sempre dimesso, sempre gentile e alla ricerca della parola bella e appropriata, il protagonista viene precipitato in un incubo giudiziario che gli aliena amici e cittadini. Emarginato e diffamato, scoprirà a sue spese che la città ideale nasconde mostri dall'aspetto normale.
Con uno stile secco e asciutto, Lo Cascio svolge un tema robusto, denunciando l'incoscienza civile, le derive giudiziarie, i contratti sociali fondati sulla connivenza, l'indifferenza e la mancanza di pudore. La città ideale, con singolare forza simbolica, mette in schermo il trauma di chi si sente e si vuole 'diverso' rispetto alla cultura diffusa e condivisa da tutti. Lo Cascio individua quel trauma, lo mette a fuoco e poi lo indaga incarnando il suo personaggio, accompagnandolo con lo sguardo dentro la macchina della giustizia e dell'umana (in)comprensione. Posseduto dal proprio demone, l'ecologista Grassadonia coltiva sogni, speranze e illusioni che si spengono, proprio come accadeva ne I cento passi, sul volto di Luigi Maria Burruano, là padre piegato alla legge del più forte, qui (il)legale al servizio della Legge. Lo Cascio è bravo a costruire un film di attori e di sceneggiatura che ha il suo punto debole nelle digressioni, l'affittuaria ideale di Catrinel Marlon e il palafreniere negligente di Roberto Herlitzka. Diversioni che fiaccano, interpretandola, una drammaturgia altrimenti solida. Gli studi sulla cattura nei disegni della fanciulla (am)mirata e la conversazione intorno alla fuga di un cavallo chiosano e svolgono una storia che proprio nella sua imperscrutabilità, nella sua incoerenza e nella sua esasperata ricerca di giustizia e congruenza trovava (non)senso, ragione e originalità.
La città ideale resta tuttavia un debutto importante e maturo che nel dilagare di tanta bruttezza prende le parti della bellezza.
fonte: http://www.mymovies.it/film/2012/lacittaideale/
Giovedi 30 Aprile
Maggio Musicale Fiorentina - Fidelio, direttore Z. Metha ore 19.30
Teatro Pergola - Favola con Filippo Timi, ore 20.45 (vedi post precedente per i dettagli dello spettacolo).
Obihall - concerto di Marco Masini ore 21.00
Teatro Pieralli, Scandicci - Cappuccetto osso, ore 21.00
NOTTE BIANCA 2015 - The Black Night lungo in percorso che passa dal carcere di Sollicciano alle piazze del Centro e Palazzo Strozzi, Partendo da Piazza delle Cure e Porta Romana. Coinvolte 5 piazze: S. Firenze, Carmine ed altre ognuno con generi di musica diversa (blues, rock, jazz, gospel).
Per maggiori info: http://www.nottebiancafirenze.it/
Piazzale Michelangelo, Gelato Festival - dal 30 aprile al 03 maggio, ore 12.00 - mezzanotte
degustazione di gelati, nuovi gusti e intramontabili sapori.
Per maggiori info: http://www.gelatofestival.it/









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