Dopo una splendida serata tra calici di vino, musica, libri e risate, mi è venuta una riflessione che vorrei condividere con voi. Tutta questa bellezza di cui mi circondo (arte, musica, letture, cinema, teatro e viaggi principalmente) è come un menù. La musica fa da antipasto, prepara il momento, crea l'atmosfera. I libri sono i primi piatti, i piatti di portata. Quelli con più contenuto, intesi, veri, quelli che ti preparano lo stomaco e spesso lo riempiono e bastano. A volte invece lasciano ancora della curiosità. E arriva il secondo, che per me sono teatro e film. Il visivo nel senso più forte del termine, l'immagine, lo schermo o il palco. I personaggi che prendono voce. Tutto questo è accompagnato da del buon vino o dall'acqua per me fondamentale come l'arte. Dalla pittura, al dipingere, al disegno per me sono sorsi di vita. Liquido che mi scorre nelle vene, in qualsiasi portata mi trovi, in qualsiasi momento della vita sia, indispensabili. Graditi (a me graditissimi) ma non sempre possibili da mangiare, i dolci. Ed i dolci sono i viaggi. La ciliegia sulla torta insomma, il tocco di perfezione perché la parte più buona, più completa, bella, dolce appunto. Ma non sempre possibile per tempo, soldi, possibilità di vario genere (come i dolci nella realtà... e in effetti troppi alla fine porterebbero ad una bella glicemia. Economica o di vivere che possa essere).


E come ogni pasto che si rispetti può essere a pranzo, cena o se ci piace anche merenda, colazione, aperitivo. Possiamo quindi mangiarne quando ne abbiamo bisogno, più volte al giorno o solo una, prendendo cosa ci piace quando ci piace e soprattutto condividendolo se e con chi vogliamo. Mangiare è infatti qualcosa di profondamente nostro. La scelta di condivisione nasce da un sentire comune, da una voglia di mettere in comune. Altrimenti è sprecato. Mi rendo sempre più conto che non c'è tempo sprecato perché tutto insegna, va bene, ma che almeno i piaceri della vita devono rimanere tali. Ecco, il cibo della mente è un piacere della vita, non è un buffet condivisibile col primo che passa. Vanno quindi invitati al banchetto amici, persone che ci vogliono essere, persone simili a noi o anche diverse ma pronte al confronto, con la mente aperta e "affamata". Stay hungry, Stay foolish diceva il dio di mio padre. E questa fame, questa positiva follia sono il cibo per la mente di cui parlavamo prima.

Mi sono resa conto che la bellezza di ascoltare un concerto Jazz, circondata da storia, poesia e arte come mi è successo stasera (un menù completo insomma!) è gustoso solo se condiviso con le persone giuste altrimenti è meglio viverlo da soli. O anche leggere un libro o andare ad una mostra di pittura, sono tutte cose che alla fine scegli tu per come sei e quindi puoi farle benissimo da solo o non trovare persone a cui piacciano gli stessi secondi (magari c'è un "vegetariano" e ha tutto il diritto di voler "mangiare" cosa crede lui nel suo valore) o a chi non piacciono i dolci o il sushi.
Il mondo è bello perché è vario! Puoi però scegliere con chi sentire, con chi banchettare, con chi mangiare, bere, vivere ciò che va oltre la vita quotidiana e "dovuta", oltre al lavoro e alle abitudini, oltre il sopravvivere... ed è bene scegliere un sentire vicino al tuo, una profondità di sentimenti, un animo che sappia ascoltare e che sappia percepire la bellezza che ha intorno, che sappia apprezzarne il gusto. E dartene un sorso o un morso.
Oggi il menù è stato davvero completo: musica Jazz come antipasto, Into the Wild di Jon Krakauer (in lingua) e Io sono di legno di Giulia Carcasi come primi, il secondo ne ho avevo fatto una bella scorpacciata ieri con il film su Schiele (oggi invece mi son capitate le polpette come secondo serio quindi ero sazia comunque :D) e come dolce l'organizzare tanti viaggi per il 2018 attendendo delle date lavorative e di scuola, ma sapendo già dove e con chi andare e questo mi fa sempre sognare e sorridere (anche perché visto la salute sono saltate Africa e Brasile questo Inverno e il ricordo dell'India anno scorso mi fa venire troppa voglia di ripartire domani stesso... ve ne parlerò). Arte, sempre. Schiele a parte ieri, ogni giorno cerco di disegnare cosa non posso esprimere e oggi ho fatto un fioretto per cui mi vedrete molto meno nel sociale (blog a parte che è una cosa diversa), quindi sicuramente aumenteranno anche le mie opere tra disegni e pittura perché cambierò canale di sfogo e penso sia a prescindere molto positivo. So bene che uso troppo alcuni strumenti quali Instagram o Fb mentre devo iniziare a voler più bene sia alla mia privacy che al mio sentire.


E a proposito di sentire ho riflettuto sulla metafora di prima anche in merito a questo. Come per il cibo, quando una persona si sente bene è molto ricettiva. Ha voglia di uscire, andare ad una mostra, a vedere un museo, leggere un libro, ascoltare la musica. Ci vogliono tempo e soldi ok ma spesso diventano scuse, ci sono millemila mostre gratuite, incontri, luoghi dove anche senza consumare niente si è circondati da cibo per la mente. E il tempo si trova. Io personalmente non vedo tv mai, ma ripeto spesso cado nella trappola di passare troppo tempo a scorrere il ditino su fb o non godermi i momenti perché devo condividerli su Instagram. Errore. Togliendo anche solo queste due attività si guadagnano Ore ed ore in una settimana per leggere o fare altro di molto più interessante e producente. Al di là del lavoro ovvio, ma anche lì ci può essere una pausa pranzo spesa invece che nelle ennesime chiacchiere inutili e noiose, nel non fare niente che non è assolutamente una perdita di tempo anzi è necessario! Del tempo per sè, per prendere aria, per vedere anche solo il vento che passa tra le foglie che in questo periodo hanno dei colori pazzeschi. Per sentire il freddo tra le dita e chiudere gli occhi. Serve. Se ti senti bene, o meglio, se hai consapevolezza di cosa stai facendo e anche se non ne hai controllo di quello che vorrai fare, ma vivi nel presente, nel qui ed ora godendotelo a pieno.
Ma purtroppo non sempre è così e non sempre è possibile. Magari è successa da poco una brutta delusione, avete ricevuto l'ennesima batosta, state male fisicamente per motivi vari. E si diventa meno ricettivi, si tende a chiudersi in sè stessi, a rifiutare di vedere amici, di dar fiducia, di ascoltare. La musica porta ricordi, la lettura non se ne ha la forza nè la voglia, i film magari ci fanno venire in mente cose. Non abbiamo uno sguardo oggettivo e tornando a quanto detto sopra, uno stomaco pronto. Anzi proviamo una forte nausea, un rifiuto. E si può sviluppare una sorta di "bulimia", prendendo cosa capita, di tutto di più, si mette Tinder e con chi esci esci, prendi qualsiasi evento e vai oltre il mettere "mi interessa" a tutto, fai proprio tutto senza distinzione, una mostra là, una bevuta qua, un film lì, mescoli, rimescoli, ti affoghi fondamentalmente di inutile e di conseguenza torni a casa, ti senti comunque vuota e rivomiti. Oppure l'opposto, non si riesce più ad apprezzare il gusto di niente, non se ne ha proprio voglia e quindi si diventa al contrario "anoressici". Non si ha più modo di sentire sensazioni quindi non scatta nemmeno di base la voglia di assaggiare o di provare nuovi gusti. A volte durano tanto tempo questi periodi ma dimagrisce esattamente come il corpo anche la mente. A volte riusciamo a farci forza e a riprendere in mano la situazione e allora torniamo ad un equilibrio che ri-centra il nostro pensiero e riapre il nostro cuore, piano piano ma facendo tornare la voglia di mangiare, di uscire, di scoprire, di vivere.
Io penso di essere in un periodo di buon appetito. Ho passato anche brutti momenti, ma sono ricettiva e curiosa e soprattutto ho imparato a volermi bene. Sto via via imparando a vivere bene l'oggi senza pensare nè a domani nè a ieri e sto imparando a "mangiare più lentamente" e a "cucinare a fuoco basso" così da non bruciare o rovinare le pietanze. Ma sono felice di dove mangio, di chi sta con me al banchetto, degli amici e delle persone che incontro, escludo, scelgo, seleziono col cuore ma anche un po' con la mente... e con la pancia :) Sull'uomo de panza uomo di sostanza sono sempre più convinta quindi se vedrete un po' di panzetta anche a me siatene felici: gli addominali li ho sempre avuti e tornerò a fare sport in modo serio, ma penso che adesso mi trovo bene così. A godermi le mie giornate di lavoro e di amicizia, condite con ottime pause di cibo per la mente.
Buon appetito anche a voi viaggiatori e alla prossima!




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